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Abate Fétel

Pyrus communis L.

La pera Abate Fétel

Origini francesi. Anima italiana.

Nata nella Francia dell’Ottocento dal paziente lavoro di un parroco, l’Abate Fétel è diventata nel dopoguerra la pera simbolo della pericoltura italiana.

Questa è la sua storia, raccontata attraverso le fonti.

Scopri la storia
Una pera Abate Fétel appesa al ramo tra le foglie: forma molto allungata, buccia gialla sfumata di rosso.
Abate Fétel sul ramo.Foto: Pomodoro11, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ottimizzata)

01 · Storia

Il sacerdote e la sua pera

Il nome della pera rimanda a una persona reale: l’abbé Fétel, parroco nel dipartimento francese del Rodano. In francese abbé è l’appellativo comune dei sacerdoti: non indica il superiore di un’abbazia.

Le fonti consultate lo descrivono come curato di campagna, non come monaco, e non attestano l’appartenenza a un ordine religioso. Della sua vita si sa poco: nome completo, date di nascita e di morte non sono documentati con certezza, e non si conosce alcun suo ritratto autentico.

Un esperimento raccontato in una lettera

La storia della selezione la conosciamo dalla voce del suo autore, in una lettera pubblicata nel 1886 dalla Revue horticole. Nel 1865, appena arrivato nella parrocchia di Chessy-les-Mines, Fétel vide presso un vivaio frutti di più varietà di pero innestate fianco a fianco, su mezzo metro quadrato. Pensò che quella vicinanza potesse aver favorito un’ibridazione naturale, per opera del vento o degli insetti.

Raccolse i semi e li seminò: nacquero un centinaio di piantine, diverse per legno e fogliame. Ne scelse dieci e le portò con sé nella nuova parrocchia di Charentay. Un anno dopo innestò le marze della pianta che gli sembrava più promettente; tre anni più tardi ne vide il primo frutto, e gli diede il proprio nome.

Che cosa vuol dire «selezionata»

Fétel non incrociò a mano due genitori scelti: seminò, confrontò le piantine e ne scelse una. Ogni seme genera un individuo diverso; l’innesto, invece, permette di moltiplicare fedelmente la pianta prescelta. Le varietà nominate nella lettera non costituiscono una genealogia accertata: i genitori dell’Abate Fétel restano sconosciuti.

Colonna di testo a stampa in francese dalla Revue horticole del 1886: la nota sulla «Poire Abbé Fetel» e la lettera in cui Fétel racconta la semina del 1865.
Documento originale: la nota «Poire Abbé Fetel» con la lettera del sacerdote, Revue horticole, 1886, p. 236.Scansione: Internet Archive, esemplare Harvard University Botany Libraries, pubblico dominio, via Internet Archive (ritagliata)

Le origini dell’Abate Fétel

Una storia, quattro tappe

Dalla semina in Francia alla testimonianza del suo selezionatore.

  1. La semina

    Chessy-les-Mines

    Fétel raccoglie e semina i semi di alcune pere. Nascono circa cento piantine.

  2. circa

    Il primo frutto

    Charentay

    Sceglie le piantine più promettenti e ne innesta una. La data esatta resta incerta.

  3. Il debutto a Lione

    Congresso di Lione

    Secondo il resoconto del 1886, la pera viene presentata al Congresso di Lione.

  4. La lettera di Fétel

    Revue horticole

    La rivista pubblica il racconto del sacerdote: una testimonianza diretta della selezione.

Una cronologia ricostruita dalle fonti: alcune date restano indicative.

02 · Italia

La fortuna italiana

Rami carichi di pere Abate Fétel dal lungo collo in un pereto; sullo sfondo, i filari e il prato del frutteto.
Pereto di Abate Fétel nel frutteto dell’Istituto agrario «Fratelli Navarra» di Ferrara, settembre 2020.Foto: Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ridimensionata)

Non è documentato quando il primo albero di Abate Fétel sia arrivato in Italia. È chiaro, invece, quando la varietà si è affermata: nel secondo dopoguerra.

Dagli anni Cinquanta, ricostruisce il CREA, la pericoltura italiana si rinnovò: molte varietà locali furono progressivamente abbandonate a favore di poche cultivar di valore nazionale e internazionale, fra cui Passa Crassana, William, Kaiser e soprattutto Abate Fétel. Nel 2022 lo stesso ente la descriveva come la varietà che «identifica la pera italiana per eccellenza».

Il cuore di questa trasformazione fu la Pianura Padana. Fra gli anni Sessanta e Settanta i piccoli frutteti accanto alle case coloniche e i broli lasciarono il posto a impianti specializzati, e l’Italia divenne produttrice ed esportatrice di varietà già note sui mercati europei. La forma inconfondibile, il sapore e l’attitudine alla conservazione aiutano a spiegare il successo dell’Abate, anche se il peso di ciascun fattore non è mai stato misurato.

42,7%

Nel 2018 l’Abate Fétel rappresentava il 42,7% di tutte le pere prodotte in Italia: circa 311.900 tonnellate su 730.000. Il dato riguarda la varietà nel suo complesso, non la sola produzione certificata IGP.Fonte: Antiche pere dell’Emilia-Romagna, IBC Regione Emilia-Romagna, 2020, tab. 1, p. 36.

Dal successo alle difficoltà

Il primato storico non va letto come una crescita senza fine. Secondo l’ISTAT, fra il 2006 e il 2025 la produzione italiana di pere è diminuita del 60,6% e la superficie coltivata del 52,8%: dati che riguardano tutte le varietà, non solo l’Abate.

Nel settembre 2026 la Regione Emilia-Romagna ha ricordato come gelate tardive, grandinate, alluvioni, siccità e fitopatie abbiano messo a dura prova il comparto, annunciando nuove misure a sostegno della filiera della pera IGP.

03 · Territorio

Il territorio

Il baricentro italiano dell’Abate Fétel è la Pianura Padana, con l’Emilia-Romagna e il Mantovano in primo piano. Ma dove una pianta cresce e dove una denominazione è ammessa sono due cose diverse.

Dove si coltiva

La coltivazione si concentra nella pianura emiliano-romagnola e nel Mantovano. In un comunicato del settembre 2026 la Regione Emilia-Romagna indica che nel suo territorio si coltiva circa il 60% della produzione nazionale di pere: una quota riferita a tutte le varietà, non alla sola Abate.

L’Abate Fétel non è però una varietà esclusivamente italiana. È conservata in collezioni straniere, come la National Fruit Collection britannica, ed è oggetto di prove di coltivazione anche in altri continenti, per esempio nel Brasile meridionale (studio pubblicato nel 2020).

Le zone delle IGP

Due indicazioni geografiche protette ammettono l’Abate Fétel. I loro disciplinari elencano i comuni della zona di produzione, limitata alle parti di territorio adatte al pero.

Pera dell’Emilia Romagna IGP
Comuni delle province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna. Riconosciuta dall’Unione europea nel 1998.
Pera mantovana IGP
Comuni della provincia di Mantova, tra cui Viadana, Suzzara, Gonzaga, San Benedetto Po, Quistello, Ostiglia e Poggio Rusco.

Una provincia citata non è ammessa per intero. E la storia del pero nel Mantovano è molto più antica dell’Abate: il disciplinare ricorda peri già nel 1475, quasi quattro secoli prima della selezione di Fétel.

Una pera Abate Fétel tenuta in mano: forma a fiaschetta con collo lungo, buccia verde-gialla punteggiata e sfumata di rosa.
La forma allungata a fiaschetta, con il collo lungo, rende la varietà riconoscibile a colpo d’occhio.Foto: Khruner, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ridimensionata)

04 · La pera

Riconoscere l’Abate

Una pera Abate Fétel intera, in piedi: corpo arrotondato, collo lungo e affusolato, buccia verde e gialla fittamente punteggiata, con una sfumatura rosata sul lato esposto al sole.
Collo lungo, buccia punteggiata e sfumature rosate sul lato al sole: i tratti più riconoscibili.Foto: Khruner, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ridimensionata)
Forma
Calebassiforme, cioè a fiaschetta: allungata, con un collo molto lungo che si assottiglia verso il peduncolo.
Buccia
Verde chiaro tendente al giallo, con rugginosità attorno al calice e al peduncolo; sul lato esposto al sole può comparire una sfumatura rosso-aranciata.
Polpa
Bianca, fine e fondente, molto succosa, dal sapore dolce e delicatamente profumato, come la descrivevano già i pomologi dell'Ottocento.
Raccolta
Generalmente a settembre, secondo zona e annata. Quanto a lungo si conserva dipende da maturazione, impianti e gestione.

05 · Fonti

Fonti e approfondimenti

I testi di questa pagina si basano su documenti storici, enti pubblici e pubblicazioni scientifiche. Dove le fonti non concordano, il testo lo segnala.

  1. E.-A. Carrière, «Fruits nouveaux ou peu connus», Revue horticole, 1886, pp. 236–237

    Internet Archive, 1886. Contiene la lettera di Fétel sulla selezione della pera. Scansione dell'esemplare delle Harvard University Botany Libraries.

  2. National Fruit Collection, scheda «Abbe Fetel» (accessione 1951-105)

    National Fruit Collection, Regno Unito. Collezione nazionale britannica di germoplasma frutticolo; propone una cronologia in parte diversa.

  3. Storie di agrobiodiversità: il pero

    CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, 2022. Articolo del 28 gennaio 2022 sul rinnovamento varietale della pericoltura italiana.

  4. S. Sansavini, V. Ancarani (a cura di), Antiche pere dell'Emilia-Romagna

    IBC Regione Emilia-Romagna e Università di Bologna, 2020. Consultate le pp. 31–36, con la tabella sulla produzione varietale del 2018.

  5. Disciplinari di produzione: Pera dell'Emilia Romagna IGP e Pera mantovana IGP

    Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Elenco ufficiale dei disciplinari; i due documenti si scaricano dalla pagina.

  6. Agricoltura, pera dell’Emilia-Romagna Igp: la Regione sostiene il rilancio della filiera

    Regione Emilia-Romagna, 2026. Comunicato del 3 settembre 2026.

  7. Produzioni agricole e zootecniche, anno 2025

    ISTAT, 2026. Andamento di superfici e produzione del pero fra il 2006 e il 2025.

  8. Almeida, Fioravanço, Marodin, «Vegetative growth and productive performance of 'Abate Fetel' and 'Rocha' pear trees on quince rootstocks»

    Embrapa, 2020. Pesquisa Agropecuária Brasileira, v. 55: prova di coltivazione nel Brasile meridionale.